Un titolare di casino perseguita la Città di Lione

Il comune di Lione non giocherà il gioco che riguarda la gara d’appalto per la gestione del casino il Pharaon (6°). È ciò che ritiene una delle candidate, la società belga Gambling Management, che intende farlo dinanzi al tribunale amministrativo.

Così strano come possa sembrare, i casino sono considerati come servizi pubblici alla stregua dell’acqua o il deposito, ed il loro sfruttamento è affidato dai municipi a società di giochi professionali ed autorizzate. Dalla sua apertura nel 1999, il casino il Pharaon situato alla città internazionale, nel quadro di una delegazione di servizi pubblici (DSP), è dunque gestito dal gruppo Partouche. Ma la città di Lione ed il contratto che lega il titolare del casino, uno del più potenti e discussi della Francia, che termina nel 2010, una gara d’appalto è stata dunque indetta questo semestre, che rimette in gioco lo sfruttamento dello stabilimento, come lo costringe la legge. Due candidati sono stati scelti: la società Gambling Management (del gruppo Circus), ed il delegato che fa uscire Partouche. Ma per la società belga, che si piazza chiaramente come outsider, tutte le condizioni eque di messa in concorrenza non sono state soddisfatte dalla città di Lione. “C’ha stato una rottura d’uguaglianza, ed una mancanza di trasparenza da parte del municipio, sugli atti amministrativi, sulle informazioni globali: le cifre del casino più recenti, in particolare”, spiegano allo studio Lamy, avvocato del gruppo Circus, che non desidera fornire ulteriori precisazioni tecniche sull’oggetto della procedura prima dell’udienza dinanzi al tribunale amministrativo, fissata a giovedì 23 aprile.

Un poker da parte di Circus?
Nella grande maggioranza dei casi, è il delegato uscente che guadagna la gara d’appalto, evidentemente favorito dalla sua conoscenza del servizio rimesso in gioco. Questa procedura dinanzi al tribunale amministrativo non sarebbe dunque, per il gruppo Circus, un mezzo per comunicare sulla sua candidatura ed offrirsi una visibilità che influirebbe su questa cartella comunale? “Non si tratta di fare pressione sulla città, risponde lo studio Lamy, ma soprattutto apparire come un candidato più trasparente possibile.” Del lato della città di Lione, “non desideriamo esprimerci su una offerta d’appello sempre in corso”. In compenso, ha appena rifiutato il termine per l’invio delle offerte dei due candidati scelti, inizialmente fissato alla data d’oggi, al 10 maggio prossimo. La gara d’appalto in qualsiasi caso essendo sospeso dalla procedura giudiziaria, sulla quale il tribunale dovrebbe pronunciarsi prima della fine del mese d’aprile.

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