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Studi dimostrano che la dipendenza al gioco ha diversi aspetti

Mercoledì, 13 Gennaio 2010

Ottenendo dei risultati su parecchie indagini svolte in varie università, un nuovo studio in particolare della Università UCLA hanno scoperto che le persone che soffrono di dipendenza al gioco hanno un cervello diverso dai normali individui.

Screditando la teoria che giocare online o nei casinò terrestri genera i giocatori dipendenti al gioco, un ulteriore studio rivela che le vittime del gioco compulsivo hanno delle differenze fisiche nel funzionamento del loro cervello e del loro atteggiamento. Un alto livello di rilascio della dopamina quando il giocare è una costante che ha la stessa caratteristica fisica presente nei tossicodipendenti e negli alcolizzati, secondo lo studio della UCLA e a seguito di una analisi approfondita da parte degli scienziati.

Il Dott. Peter Prezkop e il Dott. Timothy Fong hanno dichiarato che gli impulsi della dopamina danno delle risposte di perdita del controllo, sia per quanto riguarda le scommesse di gioco, sia per l’alcool sia per l’abuso di altre sostanze. Il comportamento che si sviluppa a spirale, con l’aumento delle scommesse, è dovuto ad una attività disfunzionale del cervello e dei suoi neuroni.

Fong dichiara che lo stimolo risultante in realtà causa un calo nell’attività nelle regioni che controllano la soluzione dei problemi e le funzioni esecutive. La responsabilità retrocede, mentre il cervello richiede un’azione che incrementa l’eccitazione e l’adrenalina nel corpo, così da creare una vera e propria dipendenza. Questa situazione è molto simile ai pazienti dipendenti alle meta amfetamine, la vera sfida per correggere tale disfunzione è di invertire il gene, in modo da fare guarire il paziente dipendente alle scommesse o all’alcool.

Le teorie antiquate che la proliferazione del gioco possa causare una ripartizione morale in individui deboli, generanti il problema della dipendenza al gioco dove una sana popolazione è presente, sono molto presenti dagli opponenti delle scommesse e dei casinò che lottano senza tregua contro questo tipo di persone o strutture. Ma gli studi come questo hanno dimostrato costantemente la prova che gli scommettitori dipendenti al gioco, soffrono personalmente dal fatto dovuto al loro squilibrio mentale, sia che il gioco sia legale o no.

Médiamétrie valuta a 27 milioni gli internauti nei giochi a denaro in Francia

Lunedì, 14 Dicembre 2009

Ad alcuni mesi dall’apertura alla concorrenza del mercato dei giochi a denaro online, un primo studio è stato realizzato da Médiamétrie presso un pubblico di internauti. L’indagine rivela che quasi 9 internauti su 10 hanno già giocato ad un gioco a denaro. Il barometro dei giochi a denaro dà l’87% cioè quasi 27 milioni di francesi di 15 anni e più. Secondo questo studio il 93% dei giocatori internauti che hanno puntato del denaro utilizza la “rete fisica” cioè le rivendite dei tabacchi, PMU, giornalai, ecc.

Più del 40% dei giocatori utilizzano Internet per i loro giochi a denaro. Il profilo del giocatore su internet è piuttosto un uomo attivo la cui età varia dai 25 e i 34 anni. Il nuovo ordinamento francese sull’apertura alla concorrenza del mercato dei giochi online riguarda le scommesse ippiche, le scommesse sportive ed i giochi del poker. Mette anche fine al monopolio della PMU, della Française des jeux e dei casinò. Inoltre, l’indagine di Médiamétrie fa emergere che le scommesse ippiche sono praticate da circa 7 milioni di internauti, le scommesse sportive da più di 5 milioni di internauti ed il poker da 2,5 milioni di scommettitori che navigano su internet.  

L’indagine di Médiamétrie è stata svolta nell’ottobre 2009 in 2 fasi. La prima su un campione rappresentativo di 5200 navigatori internet di 15 anni e più e la seconda su un campione di 900 internauti di 18 anni e più di cui una parte si è recata in un sito di giochi online nel corso del mese precedente o che ha giocato nella rete fisica. Gli internauti che non giocano sono più vecchi e così più inattivi.
La regolamentazione francese proibisce i giochi a denaro alle persone che hanno meno di 18 anni tanto nei punti vendita della Française des jeux, della PMU che negli stabilimenti di gioco.